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Arrone, tra la Cascata delle Marmore e la Valnerina, un altro motivo per visitare Terni e dintorni.

Terni e i gioielli della “Corona” montuosa che la circonda: Arrone un’altra gemma preziosa e brillante.

E’ fin troppo semplice innamorarsi della nostra penisola ed è altrettanto facile sentirsi rapire il cuore, girovagando per la piccola provincia di Terni, ricca di corsi d’acqua, verde e rilievi montuosi.

Come tutta la nostra Italia, anche Terni ha i suoi angoli nascosti di cui non va fiera, principalmente a causa di una manutenzione, a volte, un po’ carente, ma questa lacuna, che voglio credere non sia caratteristica unica del nostro paese, non riesce, di certo, ad offuscare il valore e la bellezza dei luoghi che arricchiscono ed inorgogliscono la nostra piccola provincia.

Arrone (Foto di borghipiubelliditalia)
Arrone (Foto di borghipiubelliditalia)

Tra i tanti paesi che spiccano sulle vette della “Conca ternana” e della famosissima Valnerina, c’è il piccolo borgo di Arrone; agglomerato urbano che ospita poco meno di tremila abitanti e che, incredibilmente, può vantare un passato di tutto rispetto, quale grande feudo medioevale del territorio in questione.

Terni prende il suo nome, in pratica, dalla sua descrizione in latino: “Interamna Nahars” che significa “tra i (due) fiumi”, invece il nome del borgo di Arrone ha tutta un’altra origine, più semplice e più affascinante.

Chiudendo gli occhi  riesco ad immaginare:

Un manipolo di uomini a cavallo, che attraversano le strade sterrate ed i sentieri della Valnerina, con una carrozza nel mezzo del piccolo drappello.

L’umidità, il freddo dell’autunno inoltrato umbro e la pioggia caduta in precedenza hanno fatto, dei sentieri, una distesa di fango che viene sollevato dal passo regolare dei cavalli e dagli zoccoli che ci affondano per qualche buon centimetro.

Le ruote della carrozza, grazie anche al peso del carico in essa custodito, dividono la terra fangosa, per poi scomparire proprio al suo interno, per buone cinque dita, ma il drappello avanza.

Alla testa del gruppo, il capo dei soldati ed il nobile Arrone, concentrato nel guardarsi attorno per scorgere, tra la boscaglia e la vegetazione, il punto migliore su cui ergere la sua fortezza.

Proprio quando il tramonto dipinge dei suoi colori il panorama agreste intorno al nobile ed alle sue guardie, Arrone scorge un punto in cui il fiume Nera sembra offrire la possibilità di un guado più comodo ed alzando lo sguardo nota un’altura perfetta per ergere il suo castello.”

Foto di repertorio (Foto di accademiafabioscolari.it)
Foto di repertorio (Foto di accademiafabioscolari.it)

Mi piace immaginare che sia andata proprio in questi termini… sta di fatto che , descrizione fantasiosa e cinematografica a parte, la storia andò proprio così, il nome Arrone del paese umbro deriva dal nome del primo uomo che scelse di vivere su quell’altura, a 285 metri sul livello del mare,  posta tra le gole della Valnerina.

Arrone, riconosciuto come uno dei “Borghi più belli d’Italia“, nacque nel IX secolo, quando il nobile romano si impossessò del promontorio dove sorge il paese in questione e ci eresse dapprima un castello fortificato in legno e poi in muratura.

Pensare che un paese piccolo di dimensioni, così come lo si conosce oggi, possa aver avuto un notevole peso nel panorama storico della Valnerina, è oggettivamente strano, ma con il feudo della famiglia Arrone, che si estendeva da Papigno a S. Pietro in Valle, da Miranda a Labbro, da Piediluco a Melaci, fino a Polino, l’omonimo borgo ebbe il suo peso nella storia medioevale del territorio ternano.

Arrone Chiesa Santa Maria Assunta (Foto di Umbria24.it)
Arrone Chiesa Santa Maria Assunta (Foto di Umbria24.it)

Il resto della lunga storia del borgo di Arrone, tra le influenze spoletine, i saccheggi dei Lanzichenecchi ed il governo Pontificio, lo lascio raccontare a chi, di certo, ha una preparazione migliore della mia.

Io mi limiterò a dirvi che oggi Arrone è abitato da persone genuine, innamorate della Valnerina e del loro paese, com’è giusto che sia; persone che tentano, con buonissimi risultati, di creare attrattive verso il loro paese, con eventi perfettamente in linea con le sue possibilità e che non snaturano il fascino che il borgo ha assunto nel tempo e che, magari, è lo stesso che ha colpito il nobile romano, convincendolo a fermarsi proprio su quell’altura.

Maratona sul Nera (Foto di borghipiubelliditalia.it)
Maratona sul Nera (Foto di borghipiubelliditalia.it)

La “Maratona fluviale” del Nera, la “Discesa della Befana in canoa” per consegnare doni ai bambini, il “Festival della musica antica della Valnerina”, il “Presepe vivente”e poi ancora: Rafting, Canyoning, Hidrospeed, Percorsi Avventura, Mountain Bike e trekking sono alcune delle iniziative  che scandiscono il tempo nello splendido borgo di Arrone, che custodisce, a motivo, come uno gioiello prezioso, sia il Campanile Civico che la magnifica “Torre degli olivi”.

Che dire, in chiusura, potrei elencare le chiese del paese, ricche di affreschi e che meritano di esser visitate, ma preferisco che le scopriate voi, andando ad Arrone e passeggiando per le vie del paese, parlando e chiedendo alla splendida gente che lo abita e godendo anche della buona cucina che la tradizione ternana e della Valnerina sa offrire.

 

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