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Una domenica alla Cascata delle Marmore

Una domenica in famiglia alle Cascate delle Marmore

Domenica 17 aprile 2016… apro gli occhi e vedo il sole filtrare tra le stecche della persiana…
Mio figlio ancora sonnecchia nel letto, tra me e la mamma, ed io, mentre mi stiro come un gatto, realizzo che se il sole risplende e l’aria è mite… non possiamo sprecare l’occasione di trascorrere una giornata di relax, circondati dalla natura e salutando, almeno per qualche ora, la nostra città.
Dove si può andare? Forse conviene aspettare che si svegli mia moglie, onde evitare di fare programmi, trovarsi con la testa già in loco e poi dover far retromarcia perché non si è raggiunto il quorum sufficiente per l’approvazione del progetto, fissato al 50,1%… ed io, in quanto marito, ne ho solamente il 49,9%.

Ok… siamo tutti svegli… cosa vogliamo fare di questa giornata ricca di sole?
Vogliamo prendere il necessario ed andare al mare?
Guardare il mare in questo accenno di primavera, almeno per me, è molto romantico… levarsi le scarpe per affondare i piedi nella sabbia fresca, pur rimanendo con i jeans in dosso, perché non è sufficientemente caldo per spogliarsi…

Mmmmmmmm…

“No, il bambino poi non resisterebbe alla tentazione di andare a giocare con l’acqua… sarebbe una tortura per tutti…” consiglia la mia signora… ok… mozione bocciata!
Vogliamo andare a fare un giretto a Roma?
“No, cambiare una città con un’altra non mi va… Ho voglia di natura…!”
Ok… proposta numero due, ampiamente respinta! Poi… lampo di genio… “tu cosa proponi?”
“Francesco e Valentina vanno alla Cascata delle Marmore, ci sono dei giardini dove rilassarci e poi facciamo vedere ai bambini la Cascata… ci sono anche i percorsi… Che ne pensi?”
Prima regola per trascorrere una domenica senza dissapori e piena di sorrisi? MAI contraddire le idee di una donna!
“Ok Amore… perfetto!”
Tempo di organizzare le idee e le risorse, lavarsi e vestirsi e, nel giro di poco, i panini sono pronti, la borsa frigo riempita e noi, in tenuta ginnica, stamo salendo in auto.
Recuperati i nostri cari amici, a ridosso della famosa cascata, il traffico si intensifica notevolmente ed un pensiero mi assale d’improvviso… speriamo di non trovare mezz’Italia qui a godersi la giornata.
Con un po’ di fantasia e di fortuna riusciamo ad inventarci un paio di parcheggi… plaid e borse in spalla e via, alla conquista un pezzo di prato, dove sederci e goderci la giornata, ma in realtà, sono tutti a pranzo nei ristorantini che costeggiano la Cascata delle Marmore ed il prato è quasi totalmente a nostra disposizione.
Veramente un luogo piacevole, pieno di margheritine bianche che danno gioia al solo guardarle… Ci sono alberi nella giusta quantità… non so come spiegarlo, ma è un giardino perfettamente equilibrato tra alberi, spazio, verde e macchie di colore… rilassante!

margherite
Giochiamo a pallone, ci sdraiamo sulle coperte, esploriamo i viottoli circostanti che sono tenuti con rispetto, senza alterarne l’aspetto con pavimentazioni o recisioni, ma puliti e percorribili con comodità. E’ giunto anche il momento di mangiare e poi andiamo a far vedere la Cascata ai “piccoli esploratori”.
Finito di mangiare e raccolto tutto quello che ci siamo portati, senza lasciare alcun segno del nostro passaggio, andiamo nella zona “civilizzata” che precede l’ingresso alla Cascata…
La struttura che ospita la biglietteria e le rivendite di souvenir, non è proprio un omaggio all’arte ed all’architettura, nonostante sia una struttura relativamente nuova, anzi… se proprio devo essere onesto, a mio avviso è veramente triste, ma non importa… abbiamo tempo per un caffè ed un dolcetto e, mentre i bambini si spalmano il gelato su tutto il viso, suona una sirena.
E’ il segnale che ci siamo, stanno aprendo le paratie ed, a breve, la Cascata riprenderà il suo naturale corso.
Ci dirigiamo al botteghino per strappare il biglietto ed entrare nel parco.
Gli alberi un pochino ostacolano la visione della cascata, ma, mentre ci avviciniamo, la potenza prorompente dell’acqua che si tuffa nei suoi tre salti ed i suoi 175 metri totali d’altezza, si fa sentire… un rumore di sottofondo che diventa inconfondibile e le goccioline d’acqua che sembrano nebulizzarsi nell’aria, per cui ci hanno consigliato il K-Way, rinfrescano l’aria.
Lentamente si scorge il salto più basso, poi due e poi la cascata in tutto il suo splendore.
I raggi del sole, attraversando gli schizzi d’acqua, formano un arcobaleno surreale, ma lo spettacolo più bello è vedere gli occhi spalancati dei nostri bambini che, con la bocca aperta, non sanno più dove guardare e stentano a capire cosa sia questo spettacolo che, ai loro giovani occhi è nuovo ed incredibile.
Si, ne vale veramente la pena!
I nostri giovani esploratori sono ancora troppo piccoli per voler conoscere la leggenda di Nera e Velino, che racconta una storia d’amore sulle origini della Cascata e tanto meno conoscere quanto si narra su Lord Byron e la Cascata delle Marmore, ma apprezzano tutto quello che i loro occhi, avidi di vedere, stanno guardando.
Attraversato tutto il belvedere si accede ai percorsi che costeggiano la Cascata e che portano a dei terrazzamenti, immersi nella vegetazione del luogo, che portano ai “Vasconi” che formano gli ultimi due salti… Andiamo a vedere!
All’ingresso dei percorsi c’è un laghetto fatto come se fosse un piccolissimo museo naturale per rappresentare l’ecosistema locale, ricco di ranocchiette che gracidano, anatre che nuotano e carpe che si affollano per mangiare pezzetti di pane che i turisti gettano sul pelo dell’acqua…
Ovviamente i bambini sono rapiti da questi animaletti e dar loro da mangiare diventa il passatempo del momento, ma tutto è una scoperta emozionante e quindi, non possiamo dirgli di no.
Il tempo trascorre rapidamente ed i loro due anni e mezzo d’età, non ci permette di inoltrarci nei percorsi che esaltano lo splendore della Cascata più alta d’Europa, sono già stanchi e devono riposare…

Vorrà dire che sarà lo spunto per una nuova gita alla Cascata delle Marmore, magari tra qualche tempo, così da fargli scoprire un nuovo pezzetto di questo meraviglioso monumento naturale.
E’ ora di tornare a casa… ma si, è stata proprio una splendida domenica, a cinque minuti da casa nostra ed immersi nella natura!

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